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Francesco

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Confessioni di una mente pericolosa

(Ha vinto l'altro...)
Photo 1 sur 44
2 juillet

Ricordi...

Raccontiamo una storiella. C’era una volta un ragazzo ed il suo gruppo di amici… ora Sam, per approfondire un attimo il nostro discorso ti racconto brevemente cos’è successo al mio 21esimo compleanno.

Per quanto io rimanga un ragazzino con la testa, per quanto a volte mi rifiuti di crescere gli anni passano per tutti…ed ecco il risultato: un 15enne nel corpo di un 21enne. Come si notava già dal mio intervento alla vigilia del mio compleanno, ero tutt’altro che felice all’idea di essere cresciuto ed, oppresso da questa interminabile fase d’interdizione della mia vita, ero propenso a credere che tutto sarebbe andato storto.

In realtà è stata una bellissima serata…5 amici storici che rimembrano antiche gesta davanti ad un cicchetto di rum. Un brindisi per ogni aneddoto. Mi sentivo quasi come se l’Altro fosse li con noi, come se fosse il nostro sesto uomo…ed infatti così era, si è manifestato attraverso una piccola cosa.

Tutti un po’ brilli, i miei compagni decidono di attirare l’attenzione di tutti nel locale, urlando a squarciagola una canzoncina a me dedicata. Si alzano in piedi…levano i calici e prorompono in un “perché è un bravo ragazzo…perché è un bravo ragazzo…” Io a dire il vero sono un po’ in imbarazzo, ma apprezzo moltissimo il gesto. Dopo una manciata di secondi, la voce dei miei amici viene sovrastata da un penetrante “BACIO; BACIO!!” proveniente da un tavolo vicino. Questo nuovo urlo copre totalmente il mio piccolo momento di gloria…impotente osservo 2 ragazzi ormai al centro dell’attenzione, baciarsi appassionatamente. Lui è tamarro come pochi altri ne ho visti, lei è bella da far male, una così non mi ha mai nemmeno rivolto la parola. Ebbene, nella mia folle rassegnazione ho interpretato questo piccolo smacco come i personali auguri dell’Altro per il mio compleanno, mi sono sentito quasi commosso. Quante probabilità c’erano che succedesse davvero? La situazione era così paradossale che siamo scoppiati tutti a ridere…e l’ilarità ci ha accompagnati per tutta la serata. In questo caso (certo, molto meno clamoroso e molto più sottile di altri) le figure tipiche c’erano tutte: il presentimento agghiacciante, la personificazione dell’Altro (il tamarro).

Da quando è nata nel mio gruppo questa scuola di pensiero, ho attraversato molte fasi. Una prima fase battagliera, colma di speranza…è stato forse il periodo peggiore della mia vita. Piano piano sono passato ad una sorta di rassegnazione, che a lungo andare mi ha permesso di vedere il tutto con una certa freddezza. Mi sono accorto di quanto ridicole fossero certe situazioni (ad esempio la macchina chiusa nel parcheggio) e ho sviluppato un senso d’ironia che mi dona sempre più sicurezza nell’affrontare le cose. E’ quasi un’arma, perché il lato peggiore della sfiga non è la sfiga in se, bensì lo sconforto in cui si cade in quei momenti. Eliminato quello ( o almeno attutito), la battaglia contro la sfiga cosmica risulterà più facile…e se hai dei buoni amici con cui condividerla, persino divertente. Ridici su e dai il giusto peso a ciò che dice Cassandra…e l’ira funesta dell’Altro non sembrerà più così spaventosa.

Può sembrare banale la citazione che sto per usare…ma credo che poche frasi siano così azzeccate per l’occasione: “Ridi, e il mondo riderà con te. Piangi…e piangerai da solo.”

1 juillet

ha vinto l'altro...

Ieri notte una ragazza che  mi interessa in maniera spaventosa, mi ha definito "flaccido"... è sempre un piacere quando succedono queste cose...grazie Altro, tu si che non mi abbandoni mai.
3 juin

Messaggio...

Arrivarono all'improvviso.
"Abbiamo un messaggio..." Dissero. Non ebbi bisogno di chiedere da parte di chi.
"Che messaggio?" chiesi.
"Tu non potrai essere felice...mai." risposero.
"Bene" dissi; "Bastava dirlo."
 
Fra
[PRESO MALE CREW]
11 mai

Promosso...e una è andata

Pubblico quello che ho scritto sul giornalino "yoi".... così perchè mi va...sono egocentrico.
 
 
 

Esami di Dan.


E’ tutto finito, tutto passato. E’ il 7 maggio e sono appena rientrato a casa dopo esame di dan, casa mia è vuota, il silenzio è perfetto per rimuginare e scrivere qualcosa su questa mattinata elettrizzante.

Indosso ancora il karateji, sono davanti allo specchio e guardo le macchioline di sangue che costellano la casacca; La mia mano sinistra, quella di gyaku tsuki, ha un piccolo livido sul dorso. Lividi e sangue, oh sì…come un vero guerriero. In realtà quel sangue è mio, è sgorgato dal mio naso dopo una mischia poco felice in ju kumite e il livido sulla mano, beh quello è di quando il Sensei me l’ha chiusa nel finestrino per sbaglio durante il viaggio di ritorno, ma non credo che questa versione dei fatti verrà mai divulgata.

Rifletto su cosa scrivere e affiora la mia incoerenza: poche ore fa pensavo “chi me lo fa fare”, ora sono qui deluso del fatto che tutto sia finito così in fretta; ma penso che sia lo stesso per ognuno di noi. Vorrei proprio conoscere chi non ha mai sbuffato nello spogliatoio… in quella fase di transizione che è lo spogliatoio, dove non sei più nel mondo quotidiano ma non sei ancora in palestra, dove i pensieri e gli stress si affollano sembrando quasi più grandi di quello che in realtà sono e dove poi, quei pensieri rimangono per tutta la durata della lezione. La magia del karate è anche questa: il modo in cui quando lo fai, tutto il resto sembra irrilevante… tutto questo c’è sempre, ad ogni lezione, ma durante una gara o un esame risulta amplificato.

Il picco di panico l’ho toccato proprio mentre io ed Andrea ci cambiavamo in quel freddo spogliatoio del palazzetto dello sport di Caravaggio, in compagnia di alcuni perfetti sconosciuti non bellissimi a vedersi.

Arrivati a destinazione avevamo incontrato tutti i vari personaggi che si possono incontrare ad una manifestazione d'arti marziali: i vari gruppi di allievi con stemma della palestra su borsa e karateji, i vari ragazzi che ridono e scherzano per nulla agitati, i vari esageratamente disciplinati che quasi chiacchierano in yoi…e quelli che ti guardano con la coda dell’occhio e sorridono di circostanza quando ti accorgi di loro.

Eravamo in largo anticipo e decidemmo di sfruttare il tempo per riscaldarci e ripassare per l’ennesima volta il programma d’esame. Credetti di non farcela, il mio stomaco era un groviglio di budella e le mie gambe 2 cannucce traballanti…dopo la prima serie di fondamentali ero già sudato, il respiro affannoso…ma come diavolo facevano gli altri ad essere così tranquilli? Non lo capirò mai, purtroppo l’emotività credo che faccia parte del mio essere. Posso tenerla sotto controllo, ma è ancora lungi dall’essere sconfitta.

Misi in moto le mie 2 cannucce traballanti ed entrai nella grande palestra, perdendo momentaneamente di vista gli altri, a quel momento degli esami tutti sono un po’ confusi e le decine di praticanti vestiti di bianco prendono quasi le sembianze di un branco di pinguini che starnazzano su di un lastrone di ghiaccio artico…

Vedo Giovanna, mi viene incontro e mi abbraccia “Devi crederci…” Mi sussurra all’orecchio, “Questo è il tuo unico problema, credici…sei forte!” Ci credevo? Sì, abbastanza. Quello fu l’inizio dell’esame sia fuori che dentro di me, da quel momento le mie cannucce tornarono gradualmente ad essere gambe e ripresi il controllo del mio corpo. Attesi il mio turno con una calma che mi sorprese, canticchiando nella mente “Ammazza la vecchia” tenni lontani i pensieri controproducenti… e di colpo ecco il momento.

E' passato poco tempo, ma le immagini che ho del mio esame sono sbiadite nella mente come se si trattasse di un sogno. I fondamentali finirono in fretta, o forse io avevo fretta di finirli, non so. I 2 avversari che mi trovai davanti nel kumite erano tecnicamente bravi e molto agguerriti, entrambi più grossi e anziani di me…ma come aveva detto Sergio una settimana prima, non erano i III dan dello Students con cui sono stato abituato a confrontarmi (o da cui sono abituato a prenderle). Fui colto subito dalla consapevolezza di poterli affrontare senza esitazioni.

Ad esame concluso, il mio primo pensiero fu: “Ho fatto un kata da schifo”. I combattimenti erano stati intensi, nella palestra faceva caldo ed io ero a corto di fiato, in più lo spazio per l’esecuzione non era adeguato, ma in seguito il punteggio assegnatomi mi avrebbe smentito.

Durante il secondo kumite, un pugno dell’avversario (che aveva 2 incudini al posto delle mani) aveva urtato con troppa forza il mio naso, in quel momento privo di difesa, provocando così le famose macchie di sangue sul mio karateji che in effetti mi conferivano un certo fascino.

Andai ad informarmi sugli altri. Giulio ce l’aveva fatta e sedeva soddisfatto accanto ai genitori; fui contento, a quanto pare quello non sarebbe stato il suo ultimo giorno da karateka. Alessia ed Andrea erano ancora sul patibolo, in attesa di terminare l’esame. Mi sedetti e tolsi il guinzaglio alla mia mente… vidi il maestro Fugazza guardarmi con aria truce mentre mi bocciava, vidi il maestro Fugazza sorridermi mentre mi promuoveva, vidi il maestro Shirai stringermi la mano, vidi il maestro Naito rivolgermi un cenno d’assenso (il suo sorriso non riuscii ad immaginarmelo). Addirittura vidi una graziosa ragazza bionda avvicinarsi ed esclamare “Ehi…sei sporco di sangue!”

“A volte dobbiamo fare ciò che va fatto…” le risposi con un sospiro mentre ricambiavo il suo sguardo affascinato…

“Francesco Giuliano…” La voce dell’uomo che consegnava i risultati mi riscosse da quella fantasia abbastanza patetica.

“II dan, promosso…complimenti!”

I miei genitori sorridevano, non erano sorpresi; a dire il vero nessuno sembrava sorpreso più di tanto, me compreso. Andrea ed Alessia erano stati promossi, I dan, una fase importantissima anche se loro non sembravano granché impressionati, come fosse cosa di tutti i giorni.

Il resto si svolse velocemente, una foto, 2 risate mangiando un panino, festeggiando il 100% dello Students e in men che non si dica sono di nuovo qui, fuori dal Dojo e dentro al mondo…deluso dal fatto che tutto sia finito così in fretta.

Da allora ho ricevuto molti complimenti, ma ci tengo a prendere quei complimenti e spezzarli in tante parti, per poterne consegnare un po’ a tutti quelli che mi hanno aiutato a migliorare, senza i quali mai avrei potuto sperare di superare l’esame.

Complimenti Sergio, complimenti Roberto, complimenti Fabio, complimenti Alessio, complimenti Claudia, complimenti Barbara, complimenti Roberta, complimenti Marco, complimenti Maurizio… e infine, complimenti Fra.

1 mai

21

Mercoledì 3 maggio è il mio compleanno... sono contento? No. Per niente... so che l'Altro mi farà un regalo nel suo migliore stile, so che qualunque cosa andrà storta, so che non organizzerò niente perchè mi stanno sui coglioni gli eventi mondani, so che non mi divertirò perchè è la cosa che mi riesce meglio, so che i miei amici non si divertiranno perchè siamo una manica di squattrinati, so che andrò in giro e chi mi vedrà penserà che sono uno sfigato, so che farà bene a pensarlo perchè io stesso lo penso, so che riceverò dei soldi che non saprò come spendere, so che mentre sono quì a scrivere le persone che odio stanno al 90% facendo sesso, so che mercoledì le persone che odio faranno sesso alla faccia mia, so che sarò più vecchio di un anno... e so che a 21 anni continuare a frignare in questo modo è patetico.
 
Buon compleanno Fra.
[Preso male Crew]
9 avril

Silvio si confessa

Oggi ho ricevuto questa mail... ho l'bbligo morale di riportarla cosicchè più gente possibile la legga.
 
>>>>"signor parroco, mi vorrei confessare".
>>>>"Certo figliolo, qual è il tuo nome?"
>>>>"Silvio Berlusconi, padre"
>>>>"Ah! Il Presidente del Consiglio.
>>>>Ascolta figliolo, mi pare proprio
>>>>che il tuo caso richieda una
>>>>competenza superiore, credo sia
>>>>meglio che tu ti rechi dal Vescovo".
>>>>Così Berlusconi si presenta dal
>>>>Vescovo chiedendogli se lo poteva
>>>>confessare.
>>>>"Certo figliolo, come ti chiami?"
>>>>"Silvio Berlusconi"
>>>>"Il Presidente del Consiglio? No caro
>>>>mio, non ti posso confessare perché
>>>>il tuo è un caso difficile, è
>>>>meglio che tu vada in Vaticano".
>>>>Berlusconi va dal Papa
>>>>"Sua Santità, v oglio confessarmi"
>>>>"Caro figlio mio, come ti
>>>>chiami?"
>>>>"Silvio Berlusconi".
>>>>"ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è
>>>>molto difficile anche per me. Guarda, qui, sul
>>>>lato del Vaticano, c'è una piccola cappella.
>>>>Al suo interno troverai una
>>>>croce, il Signore ti potrà ascoltare".
>>>>Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge
>>>>alla croce:
>>>>"Signore, voglio confessarmi"
>>>>"Certo figlio mio, come ti chiami?"
>>>>"Silvio Berlusconi"
>>>>"Ma chi? Il Presidente del Consiglio?
>>>>Il Presidente del
>>>>Milan? il Presidente di Mediaset?
>>>>l'amico di Craxi, Previti e Dell'Utri?
>>>>Quello condannato a 28 mesi di
>>>>carcere per finanziamento illecito ai partiti e mai
>>>>andato
>>>>in galera perchè il reato andrà in prescrizione?
>>>>Quello con il fratello che se la cava grazie al
>>>>patteggiamento?
>>>>Quello che va in chiesa ma è divorziato?
>>>>Quello con dei processi in corso per concussione,associazione a
>>>>delinquere,
>>>>corruzione, falso in bilancio, abigeato?"
>>>>"Ehm... sono sempre io, Signore"
>>>>"Figlio mio, non hai bisogno di
>>>>confessare, tu devi solamente ringraziare!"
>>>>"Ringraziare? E chi?"
>>>>"I Romani, per avermi inchiodato qui, altrimenti
>>>>scendevo e ti facevo un culo così"
 
Beh, che dire... sia lode a Gesù...sempre sia lodato.
14 février

S. Valentino

Ultimamente sono preso bene col copia e incolla, sarà perchè sto davvero pochissimo a casa... vabbeh, cmq non potevo saltare l'intervento di S. Valentino.
 
Deluderò i fans della mia vena letteraria (ammesso che esistano) per lasciare il posto ad uno che ci sa fare per davvero: Adriano Celentano.
Il testo di questa sua canzone esprime perfettamente come vorrei passare il la festa degli innamorati...quindi fate un po' di silenzio, ora parla Adriano.
 
Soli
 
E' inutile suonare qui non vi aprirà nessuno
il mondo l'abbiam chiuso fuori con il suo casino
una bugia coi tuoi, il frigo pieno e poi un calcio alla tivù solo io, solo tu.
E' inutile chiamare non risponderà nessuno
il telefono è volato fuori giù dal quarto piano
era importante sai pensare un poco a noi non stiamo insieme mai, ora sì: ora qui.

Soli la pelle come un vestito
Soli mangiando un panino in due, io e te
Soli le briciole nel letto
Soli ma stretti un po' di più solo io, solo tu.

Il mondo dietro ai vetri sembra un film senza sonoro
e il tuo pudore amando rende il corpo tuo più vero
sei bella quando vuoi bambina, donna e poi non
mi deludi mai
è così che mi vai.

Soli lasciando la luce accesa
Soli ma guarda nel cuore chi c'è: io e te
Soli col tempo che si è fermato
Soli però finalmente noi
Solo noi, solo noi.

E' inutile suonare qui non vi aprirà nessuno
il mondo l'abbiam chiuso fuori con il suo casino
una bugia coi tuoi il frigo pieno e poi un calcio alla tivù
solo io, solo tu.
 
e invece ecco come lo passerò...
 
Problema più importante

Il problema più importante per noi
è di avere una ragazza di sera
se restiamo da soli, soli tutto male
non si può neanche cantar
forse non ci crederete
ma è vero
la malinconia ci prende di sera
con la barba già fatta
soli, senza nessuno,
ce ne andiam per la città.
Gira e rigira,
tra le balere
ci sarà pure un anima buona
che si accompagna con noi
anche perché
non la troviamo mai, mai.

Il problema più importante per noi
è di avere una ragazza di sera
se restiamo da soli, soli tutto male
non si può neanche cantar.

Gira e rigira,
fra le balere
ci sarà pure un anima buona
che si accompagna con noi
anche perché
non la troviamo mai, mai.

Il problema più importante per noi
è di avere una ragazza di sera
se restiamo da soli, soli tutto male
non si può neanche cantar
non si può neanche cantar.
 
 
Mah... vabbè, che ci vuoi fare. inutile farsi il sangue amaro...polvere eri e polvere ritornerai, almeno goditi un bicchiere fra una polvere e l'altra.
[preso male crew]
13 février

Test colori

scegliete il colore che vi attira di più...e scoprite come siete....
BUONDì! oggi voglio conoscervi meglio...UN TEST SEMPLICISSIMO CHE NON VI RUBERà TANTO TEMPO----
 
 
 
 
TEST DEI COLORI:
Scegli il colore che più ti piace fra quelli elencati sotto E VAI AVANTI PER LEGGERE IL SUO SIGNIFICATO!
 
ARANCIONE            GIALLO               BIANCO               NERO        VERDE        FUXIA    BLU      ROSSO       
COLORI PASTELLO
 

 RISULTATO:
 
ARANCIONE: Generalmente l'arancione è preferito da persone dotate di grande energia, passionali e ricche di interessi. Un tratto tipico della loro personalità è la capacità di portare a termine i progetti e di modificare le proprie idee per renderle più realizzabili. La concretezza e la curiosità si mescolano spesso ad un certo narcisismo che può rendere il "tipo arancione" poco attento ai bisogni di chi gli sta vicino

 
 
GIALLO: Dinamico, piuttosto sicuro di sé (o almeno così vuole apparire), deciso nelle proprie scelte e narcisista quanto basta per sentirsi spesso onnipotente, chi predilige il giallo è in genere un inguaribile ottimista. Allegro e brillante quando si trova in gruppo con gli amici, si rivela talvolta volubile nella vita di coppia. E' comunque un tipo creativo e fantasioso, che tende ad entusiasmarsi per molti progetti, anche se non sempre li porta a termine.
 
 
 
BIANCO: Non è propriamente una tinta: i fisici ci insegnano che nel bianco sono contenuti tutti i colori. Ed è così anche da un punto di vista psicologico: chi lo preferisce è come se, in un certo senso, non scegliesse nulla o, da un altro punto di vista, scegliesse tutto. E' quindi la tonalità degli indecisi, di coloro che sono ancora alla ricerca di un loro sé, di una personalità precisa. Lo dimostra il fatto che cercano di accontentare tutti, appianano le differenze, non contraddicono nessuno, evitano i conflitti. Ma è anche il colore di chi vorrebbe essere apprezzato per le sue qualità intellettuali e morali.

 
 
 
BLU: E' il colore delle persone riflessive, portate alla meditazione ed all'attenta riflessione su se stessi e sugli altri. Sono tipi introversi, assolutamente protesi verso il mondo spirituale e propensi a pensare molto prima di agire. Li caratterizzano la timidezza, una certa passività ed un fatalismo di fondo. A volte l'eccessiva sensibilità li rende depressi e malinconici; ma la loro sincera attenzione verso gli altri fa sì che difficilmente siano soli, senza amici. Da tenere d'occhio il rischio di non essere abbastanza concreti. 
 
 
FUCSIA: Si potrebbe definire il "tipo fucsia" come una persona che contiene in sé due opposti modi d'essere: passionalità e freddezza, estroversione ed introversione, dolcezza ed aggressività. Combina, cioè, un particolare cocktail di elementi di spiritualità e sensualità, di brillante attivismo (talvolta super-efficientista) e di pigra tendenza alla contemplazione. Tecnologia e poesia, insomma. Si tratta, comunque, di una fusione ora armonica ed appagante, ora conflittuale e lacerante; ma sempre costruttiva e carica di un sostanziale ottimismo unito ad un pizzico di raffinata sensualità.
 
 
 
NERO: Valgono per il nero più o meno le stesse considerazioni per il bianco: anche il nero non è propriamente un colore; è il non-colore per eccellenza e viene in genere scelto da chi non vuole prendere posizione perché è un po' contro tutti. Ma ci sono, nel nero, anche tanto anticonformismo, voglia di provocazione e desiderio di sedurre attraverso il corpo. Chi ama questo colore ha sempre una grande voglia di stupire gli altri. Il suo, insomma (quale che sia l'età anagrafica), è uno spirito da eterno adolescente.

 
 
ROSSO: E' il colore delle persone vivaci, attive, energiche. Estroversi, caldi e sensuali, gli amanti del rosso riescono sempre a farsi notare nei rapporti sociali: sono (o quantomeno vorrebbero essere) dei leaders, dei trascinatori. Lavoratori instancabili, soffrono spesso d'insonnia e sono veri e propri vulcani di idee e di sentimenti appassionati. Chi predilige questo colore è anche una persona che non teme il proprio mondo istintuale: riesce, cioè, a convivere bene sia con il proprio erotismo che con la
propria aggressività. Un difetto? L'inconcludenza.
 
 
 
VERDE: Chi sceglie il verde è generalmente una persona solida, stabile ed equilibrata. Tradizionalista nei valori e nelle più importanti scelte della vita, riesce a mantenere le proprie certezze indipendentemente dalle spinte e dai condizionamenti del mondo circostante. E', insomma, il classico tipo che non cede mai alle tentazioni, del tutto sicuro di sé e dotato di una vita interiore in cui tutto è in ordine e al proprio posto. Altra caratteristica: un grande senso pratico, anche se in alcuni casi c'è il rischio di apparire pedanti e senza fantasia.

 
 
TINTE PASTELLO: La predilizione per i colori pastello rivela quasi sempre una personalità tenera, dolce, lievemente passiva, ma comunque sempre preoccupata di fare bella figura, di essere sempre in ordine e, in un certo senso, di non essere mai "presa in castagna". Si tratta, infatti, di tonalità caratterizzate dal fatto di essere "sfumate", dai contorni cromatici indecisi e mai netti. Sono tinte che da un certo punto di vista si assomigliano tutte: ecco perché, scegliendole, è come se si volesse esprimere una certa indecisione di fondo, un radicato desiderio di mediare e di spianare le differenze, ma anche una sostanziale paura della violenza in tutte le sue forme. In casi estremi ci può essere addirittura il malcelato timore di esprimere liberamente le proprie idee ed opinioni. 
Nell'abbigliamento le tinte pastello hanno un diverso significato a seconda che siano "calde" (sul rosso, sul marrone o sull'ocra), o "fredde" (varianti dell'azzurro, del verde o del violetto). Nel primo caso esprimono una sottile, e talvolta maliziosa, sensualità; nel secondo (tinte "fredde") potrebbero comunicare una sostanziale sfiducia nelle persone ed un rilevante timore dei sentimenti. Nelle pareti di casa il color pastello è pressoché sinonimo di conformismo, paura delle novità e scarsa fantasia. 
Nei mobili potrebbe rivelare un carattere nostalgico e raffinato. 
Ma attenti a chi mette queste tinte nell'intimo: potrebbe essere un impenitente seduttore o un'irresistibile seduttrice che, per pudore o malizia, vogliono apparire freddi e morigerati ai vostri occhi.
 
 
30 janvier

gelido inferno/anima ardente

Nel complesso io ed i miei amici abbiamo passato 6 mesi in un gelido inferno, poche sono state le cose buone… e per non morire assiderati da tanta sfiga abbiamo dovuto attaccarci a queste con le unghie e con i denti. Ma questo penso di averlo ripetuto fin troppe volte nei miei precedenti interventi. Con l’anno nuovo, però, è come se all’orizzonte intravedessi uno spiraglio di luce e avevo capito fin da subito che l’uscita del tunnel è sempre più vicina.

Questa settimana sarà psicologicamente molto interessante, impegnativa e stressante… io e Valentino termineremo finalmente la sceneggiatura del nostro film e la sottoporremo all’occhio critico del professore di cinema, poi dovremo sperare che gli attori (o meglio, le attrici) siano disposti a girare “certe scene”.

Ma ancora di più mi inquieta il pensiero che Alice abbia davvero deciso di vedere quant’è profonda la tana del Bianconiglio… (chi ha orecchio per intendere intenda).

E’ incredibile come in numerose occasioni le coincidenze siano così tante da farti pensare. A conclusione di un periodo gelido ecco arrivare una bufera di neve che sconvolge i piani per il week end di tutti, ma in modo particolare del mio, che speravo di passarlo con la ragazza che mi ha rubato il cuore. La prima sorpresa riguarda proprio questo.

Chi mi conosce bene può confermare quanto io odi perdere. Odio perdere, odio quando le cose non vanno come voglio (e questo accade nel 98% dei casi -.-)… e la notizia che dovrò aspettare ancora per rivedere Sara mi ha stordito, ma non mi ha messo al tappeto. Tutto,poi, è stato condito con la grande vittoria della [PRESO MALE CREW] che ha smascherato l’ignobile impostore che si spacciava baldanzoso per l’ALTRO (un punto per noi!!).

Sabato sera ci siamo fatti beffe del destino crudele e siamo usciti a festeggiare la nostra vittoria al parco di fronte casa mia, sommerso da 40 cm di neve. Chi passò di la vide 4 idioti che come fossero cani sciolti si tuffavano nella neve e lottavano fra loro in un cruento conflitto a palle di neve… il freddo non ci toccava, eravamo come immuni poiché la nostra amicizia ci proteggeva; quanto a me penso che mancasse solo una persona per far si che tutto fosse perfetto e quella sera, per la prima volta ho pensato al futuro, a Londra e all’università col sorriso sulle labbra.

Perché se questo periodo mi ha tolto tanto, contemporaneamente mi ha lasciato con la convinzione che nessun inverno spegnerà mai la mia anima ardente.

 

Fra.

22 janvier

Caterina

Ho incontrato Caterina per la prima volta, la sera che Pietro (nostro professore di psicologia, nonché amico) ha invitato me e Valentino a teatro.

“Soht” parola che significa “pozzo”. Questo il titolo dello spettacolo rappresentato al teatro della cooperativa in quella fredda sera di dicembre. In un angolo del palco, coperta da un piccolo telo c’era lei.

Caterina non è una ragazza. Caterina, per come la vedo io è qualcosa che noi tutti abbiamo incontrato senza nemmeno prenderne coscienza.

Caterina è uno strumento di tortura. Veniva usata negli interrogatori ai tempi della seconda guerra mondiale… uno strumento elettronico con degli elettrodi che si applicavano alla testa del malcapitato, e premendo un pulsante gli si dava scariche elettriche di vario voltaggio a seconda della crudeltà del carnefice. Veniva usata indistintamente su tutti, uomini, donne e bambini.

La mia metafora non vuole essere una mancanza di rispetto verso coloro che Caterina l’hanno incontrata davvero, ma credo che ogni essere umano se ne vada in giro con lei, ogni essere umano è come se avesse un mano un dispositivo per dare sofferenza agli altri semplicemente premendo un pulsante.

Il pulsante non ce l’abbiamo davvero in mano. Il pulsante è la nostra lingua e le scariche elettriche sono le nostre parole, con il quale spesso senza accorgerci diamo sofferenza agli altri oppure intenzionalmente. Questa notte ho riflettuto e mi sono fatto un esame di coscienza, io Caterina l’ho usata… e anche spesso. Io con le mie parole e il mio sarcasmo ho fatto male ad un sacco di persone nel corso della mia giovane vita e me ne accorgo nel corso di questi mesi, dove un po’ di persone hanno usato Caterina con me senza pietà riducendomi il cervello ad una poltiglia di escrementi fumanti.

“Se vuoi che le cose cambino, devi cambiarle” dice un proverbio. E io voglio cambiare le cose, partendo da me stesso, da oggi in poi mi adopererò per imparare ad eliminare Caterina da me. Non voglio più usarla…non voglio fare male a nessuno.

Dappertutto c’è gente che continuerà a premere quel pulsante e a lanciare scariche, so che anche senza di me Caterina sarà comunque sfruttata e non pretendo di diventare un esempio per nessuno.

Caterina, oggi io smetto di usarti. E lo faccio solo per me stesso
 
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